January 1, 2020

Black Mecha – Counterforce deemed “disc of the decade” by Esquire Italia

 

“‘We are only in it for the money’ diceva Zappa. In un certo senso è cosi’, anche se oramai i soldi rappresentano nell’oggidì qualcosa di completamente evaporato che esiste solo come terrorismo e castrazione psicologica; in realtà a livello fisico / reale sono solo carta da culo ( la banana di Cattelan docet).

Ecco perché le classifiche dei migliori dischi rappresentano specularmente questo discorso da subconscio capitalista, questo bisogno di creare podi anche se alla fine chi partecipa alla gara è un numero parziale, falsato già in partenza, dietro il quale si celano molti caduti sul campo che magari poi dopo anni verranno riesumati senza rispetto e senza pudore. Ci rifiutiamo quindi di partecipare a questo carrozzone? No anzi, accettiamo la sfida portando all’ estremo la parzialità e l’ inconsistenza delle nostre affermazioni.

Il disco del decennio è Counterforce, di Black Mecha. Perché è un disco che potrebbero tutti provare a fare, solarizzato da tanto nero che non si vede l’opera, tra accrocchi elettronici e programmi craccati in un sottoproletariato black metal che ha superato il metal portandolo nel metallo di cui è fatto il case del computer. Come si fosse fatto da solo, senza autori.”

(Demented Burrocacao)

“’We are only in it for the money’ said Zappa. In a certain sense it is so, even if by now money represents in the obedience something completely evaporated that exists only as terrorism and psychological castration; in reality on a physical / real level they are only ass paper (the Cattelan banana docet).

That’s why the rankings of the best records mirror this discourse as a capitalist subconscious, this need to create podiums even if in the end who participates in the race is a partial number, distorted already at the start, behind which are hidden many fallen on the field that maybe later after years they will be exhumed without respect and without modesty. Do we therefore refuse to participate in this bandwagon? No indeed, we accept the challenge by taking the partiality and inconsistency of our statements to the extreme.

The disc of the decade is Counterforce , by Black Mecha. Because it is a record that everyone could try to do, solarized by so much black that the work cannot be seen, between electronic interlocks and programs cracked in a black metal subproletariat that has surpassed metal by bringing it into the metal of which the computer case is made . As if it were done alone, without authors.”

(Demented Lip Balm)

Esquire Italia